Dicembre 4, 2022 18:06

La stufa pirolitica a biomassa per il riscaldamento domestico


Il funzionamento della stufa pirolitica per il riscaldamento domestico si basato sulla pirolisi, una reazione termochimica che genera calore.

La biomassa viene riscaldata, in assenza di ossigeno, all’interno di un contenitore, con una struttura semplice, a una temperatura che va dai 300 ai 400 gradi, producendo molto calore e pochissime sostanze di scarto come carbone vegetale o gas.

In questo tipo di sistema di riscaldamento domestico troviamo il contenitore che contiene biomassa (il combustibile) fabbricato con materiale adatto a resistere a elevate temperature, un tubo di acciaio il coperchio che isola la biomassa e impedisce l’entrata dell’ossigeno per assicurare una reazione senza la sua presenza, e, infine, alla base della stufa, il foro per una aerazione corretta.

Vantaggi
Poca manutenzione.
Installazione semplice (non obbligatorio un tecnico specializzato).
Semplicità nell’utilizzo.
Efficienza energetica, grazie al fatto che brucia anche molti dei gas di scarto.
Sostenibilità: le emissioni di gas di scarto molto più basse rispetto alle stufe tradizionali.
Sicurezza: non è collegata all’energia elettrica e non ha canna fumaria.
Bassi costi di esercizio legati anche al fatto che si risparmia sul collegamento elettrico.

Svantaggi
Pochi modelli presenti sul mercato, in particolare da interni.
La scarsa diffusione ne tiene ancora alti i prezzi.

Prezzi 
Le piccole stufe da esterno costano circa 100 euro, i modelli da interno possono arrivare ai 2mila euro.

La differenza tra stufa tradizionale (legna o pellet) e  pirolitica risiede principalmente nel fatto che quest’ultima brucia anche i gas di scarto prodotti, riducendo gli scarti e aumentando l’efficienza del sistema di riscaldamento. Nelle stufa tradizionali i gas di scarto prodotti sono eliminati tramite le canne fumarie bruciandone molto poco: la combustione nelle stufe pirolitiche si incrementa del 200%.

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