Venerdì 03 dicembre 2021

Un docufilm sulla Grande Guerra in Alta Valtellina

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Il Forte di Oga prende vita e fra le mura consunte da un secolo di storia riecheggiano, forse per la prima volta dalla fine della guerra, il tramestio degli scarponi chiodati, il lamento ossessivo dell’allarme a manovella, il suono dei fucili al presentat-arm! del picchetto, mentre tutto attorno è un vagabondare di divise grigio-verde e di crocerossine bianche. La piana ove è adagiato il novecentesco forte Venini è diventata teatro di un progetto ideato e voluto dall’Associazione Museo Vallivo della Valfurva per ricordare la Grande Guerra e soprattutto per renderla più fruibile e accattivante per i giovani di oggi. Lo spiega uno dei consiglieri dell’associazione, Stefano Faifer, che da anni si reca nelle scuole a divulgare le testimonianze e i racconti della prima guerra mondiale: “Come Associazione Museo Vallivo della Valfurva abbiamo pensato di realizzare un docufilm sulla Grande Guerra per portare nelle scuole la nostra storia e fare in modo che i bambini capiscano non solo ciò che è successo dal punto di vista storico, ma anche l’impatto che questi fatti hanno avuto sulla semplice vita della popolazione e continuano ad avere tuttora (pensiamo a tutte le opere realizzate sul nostro territorio); inoltre – guardando ancora più in prospettiva – quali analogie ci possono trovare con la vita di oggi. Ad esempio, se consideriamo le imprese sportive di alcuni nostri grandi atleti, scopriamo che non sono poi tanto diverse da quelle che gli alpini hanno compiuto durante il terribile conflitto mondiale”.
Ecco, quindi, che tra i protagonisti delle riprese (realizzate dal videomaker Max Canclini e dal suo staff di collaboratori) sfilano soldati e ufficiali, dottori e crocerossine, il parroco e il postino… tutti con abbigliamento ed attrezzature d’epoca, mentre il Forte diventa un set cinematografico che ci proietta nel 1917, grazie alla presenza e alla competenza dei volontari dei gruppi Cenni Storici di Castegnato (BS) e Avanti Brixia di Brescia. Fra le comparse, poi, capita di incontrare alcuni furicci d.o.c. ovvero il campione di scialpinismo Robert Antonioli, il fondista nazionale ed olimpico Mirco “Tarela” Bertolina e le giovani guide alpine Luca “Bubu” Salvadori e Federico Secchi. “Tutto è nato un po’ grazie a loro quattro – continua Faifer – perchè durante le loro ascensioni alpinistiche si imbattevano continuamente nei resti storici della Grande Guerra, così abbiamo pensato che era nostro dovere non disperdere queste memorie. Ai fini della completezza del documentario toccherà proprio a loro il compito di scalare la verticale Trafoier Eiswand e alcune delle altre leggendarie cime che in Valfurva furono teatro di guerra, stabilendo un’ideale correlazione con gli stessi percorsi che i nostri bisnonni hanno dovuto affrontare durante il conflitto: ovviamente il contesto era differente, così come i materiali, ma le imprese alpinistiche e il loro assoluto valore rimangono tali, anche se risultano separati da 100 anni”.
Non solo rievocazione storica: il docufilm progettato dall’Associazione Museo Vallivo della Valfurva, comprende anche interventi scientifici, che – attraverso una voce narrante – si alterneranno in alcuni specifici approfondimenti rivolti ai ragazzi.
Insomma, i programmi scolastici si arricchiscono di un innovativo progetto attraverso il quale l’apprendimento della storia locale sarà estremamente familiare e – ne siamo certi – saprà anche toccare le corde del cuore. Non a caso, molte istituzioni ne hanno subito compreso l’importanza contribuendo alla sua realizzazione. Ad esse va la riconoscenza dell’Associazione Museo Vallivo della Valfurva e di tutti coloro che, in reciproca collaborazione, si adoperano per la promozione del territorio.
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