Eredi in attesa di usufruire del traforo dello Spluga

Di trafori che possano risolvere l’isolamento fisico (ma anche culturale e sociale) della provincia di Sondrio, magari con ferrovia al seguito, se ne parla da più di un secolo. Decenni di proclami e quasi sempre aria fritta.
Ci sono stati veri e propri inizi, e non solo progettazioni o inaugurazioni del nulla, principalmente oltre confine, regionale e nazionale. Ma poi tra guerre, autonomie, cambi di governi nazionali, regionali e chi più ne ha più ne metta, non si è mai arrivati a niente.
Solo e sempre tante belle parole, mentre in Svizzera, dai passi alpini e dal loro collegamento in rete, ne hanno tratto forza e giovamento turistico e commerciale, ma non solo. Basti pensare che sono considerati il “paese dei treni”. Ed essendo una montagna unica fa davvero pensare se la si confronta alla situazione italica del settore ferroviario.
Uno di questi trafori, annunciato, discusso e desiderato dagli abitanti della Valchiavenna in primis, è ed era quello dello Spluga.
Anche per questo non potevamo esimerci dal pubblicare quanto ci ha inviato un lettore iscritto alle news su Telegram che ha spedito le sue azioni della SPA Società per Azioni per il Traforo dello Spluga con annesso annuncio “gli eredi sono in attesa di usufruire del traforo oppure chiedono il valore dell’azione perché hanno trovato un’acquirente…”.

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