I bunker e le strade minate sui confini della Svizzera

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In Svizzera per difendere i propri confini nel XX secolo furono costruiti nelle fasce di confine (da est o ovest e da nord a sud) centinaia di bunker perfettamente nascosti e mimetizzati nella natura. Contenevano postazioni anticarro, rifugi, gallerie, camminamenti con batterie antiaeree.
Fino agli anni ’80 del secolo scorso tutti i ponti e i viadotti stradali e ferroviari nella fascia di confine erano minati, con meccanismi a torretta rialzabili con dentro l’esplosivo che ogni anno venivano provati per verificare le cariche.
Anche vicino alla provincia di Sondrio non mancavano. Ad esempio la strada che costeggia il lago di Poschiavo era minata, e i tombini (piccoli chiusini quadrati che attraversano la sede stradale, colonnine che nascondevano le cariche) si potevano vedere anche prima di arrivare a La Rosa prima di arrivare alla dogana La Motta
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