Novembre 27, 2022 00:30

Si chiede il taglio dell’Iva sul pellet: chi e quando la raddoppiò?

Secondo l’Associazione Italiana Energie Agroforestali i biocombustibili legnosi (in primis il pellet) si stanno progressivamente trasformati in vere e proprie commodities energetiche i cui meccanismi di mercato, inclusi i livelli di prezzo, sono regolati sia da dinamiche interne al proprio comparto, sia dai più ampi andamenti dei mercati energetici internazionali.

I divieti per stufe, caldaie e caminetti

Quali sono le soluzioni possibili per contribuire a risolvere il problema?

Secondo AIEL nel lungo termine si deve promuovere e sostenere lo sviluppo di filiere di produzione nazionale per ridurre quella dipendenza dalle importazioni di biocombustibili che espongono il mercato italiano alle fluttuazioni e alle dinamiche internazionali. Stimolando una selvicoltura attiva e sostenibile finalizzata ad aumentare i livelli di prelievo in foresta e favorendo lo sviluppo dell’industria di prima lavorazione del legno, i cui scarti di produzione possono essere valorizzati trasformandoli in biocombustibili legnosi (pellet, cippato e legna da ardere).

Le stufe, i camini e le caldaie a legna che è vietato installare

Ma nel breve termine per AIEL si può solo l’aliquota IVA sulle compravendite di pellet in Italia al 10%, cioè al livello vigente prima che la Legge di Bilancio 2015 ne disponesse l’aumento al 22%. Con base imponibile più che raddoppiata, dimezzare l’Iva non avrebbe effetti negativi per l’Erario rispetto ai livelli del 2021.

La legna e il legname da evitare nel camino e nella stufa

A chi si deve questa scelta non molto lungimirante?
Cioè quella di più che raddoppiare l’imposta del valore aggiunto su un settore che anche nel 2015 aveva tutte le caratteristiche di asset strategico per il paese d l punto di vista ambientale, economico e sociale, visto che le famiglie in primis lo utilizzavano e anzi proprio queste ultime stavano premiando sempre di più il pellet come fonte di riscaldamento alternativa ai combustibili fossili.

Si è trattato del Governo Renzi, in carica nella  XVII Legislatura (dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016), con Ministro Economia e Finanze Pier Carlo Padoan, che oggi ricopre la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di UniCredit.
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