Giovedì 09 dicembre 2021

Riondino e Vergassola incontrano Flaubert a Sondrio

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Mercoledì 14 gennaio alle 21, alla Sala Polifunzionale Don Vittorio Chiari (ex Don Bosco) di Sondrio, andrà in scena “Riondino accompagna Vergassola ad incontrare Flaubert”, spettacolo della stagione 2014/2015 di Sondrio Teatro con David Riondino e Dario Vergassola.
Immaginiamo che, davanti all’analfabetismo di ritorno che affligge l’Italia, il Ministero della Cultura lanci una campagna nei teatri, affidata ad attivisti delle minacciose Brigate Culturali, con l’obiettivo di alzare il livello medio degli attori di cabaret.
Un comico scelto a caso tra i più ignoranti in letterature classiche verrà pubblicamente torturato in scena sotto forma di interrogatorio-lezione su un classico dell’800: Madame Bovary di Flaubert.
Il sorteggio ha estratto un nome: Dario Vergassola.
Costui si è particolarmente distinto, tra molti, per il livello da bar della propria estetica.
Trascinato sul pubblico palcoscenico, è sottoposto da Riondino a un interrogatorio su cosa egli sappia di Flaubert e dell’800.
Constatato che poco o nulla ne sa, il Vergassola è sottoposto alla pena di ascoltare la storia di Emma Bovary, che Riondino legge e illustra, costretto a commentare i passaggi della storia. Lo farà a suo modo, individuando nel personaggio di Flaubert quei passaggi e quei momenti che ancora ci parlano, tratteggiando la psicologia di una giovane donna di provincia a fronte delle occasioni che la vita le offre.
Tramite la corrosiva vena satirica di Vergassola, il romanzo, questa è la scommessa, si rivela ancora vivo, provocatorio, sconcertante.
La messa in scena espone le virtù primarie dei comici: l’argomento e la parola, il tema e il ritmo. C’è qualcuno che legge e racconta un tema “alto”, e qualcun altro che, come si suol dire, lo “manda in vacca” o lo riduce a comunissimi denominatori. Chi legge e racconta avrà luci colorate e musiche, che ricorderanno l’enfasi della parola resa sacra dal tempo. Chi commenta sarà invece privo di colori, attaccato alla sua seggiola da bar. Alla fine della seduta, nel migliore dei casi, si conseguiranno tre risultati.
Il primo, aver alzato il livello medio di conoscenza del comico Vergassola; il secondo, quello di aver raccontato a chi non lo conosceva e ricordato a chi lo conoscesse il capolavoro di Flaubert. Il terzo, aver esposto in maniera chiara, senza altro strumento che non la voce e le parole, le tecniche, i ritmi, l’humour e la relazione tra attori che sono la sostanza del lavoro del comico.
Fonte: Ufficio stampa Comune di Sondrio

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