Sabato 04 dicembre 2021

Proseguono le ricerche e analisi a Castel Masegra

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Il Comune di Sondrio in collaborazione con la Fondazione di Sviluppo Locale, il Politecnico di Milano, la Valposchiavo e il Comune di Tirano partecipa a un progetto Interreg volto ad elaborare azioni strategiche e formare tecnici specializzati nella conservazione del patrimonio culturale edificato. In particolare, per quanto riguarda la realtà del capoluogo, tutte le azioni sono rivolte alla valorizzazione di Castel Masegra.
«All’interno di questo progetto il Comune si è impegnato in due azioni specifiche: la prima, già conclusa, è stata di carattere conservativo con la sistemazione della Corte interna del Castello e della scala che porta alla Camera Picta. Un’azione di 210 mila euro interamente finanziata dal Comune – spiega Michele Iannotti, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sondrio -. La seconda riguarda attività di ricerca e conoscenza del Castello in cui il Comune si sta impegnando, in collaborazione con il Politecnico, in indagini archeologiche, analisi strutturali e verifiche della qualità delle superfici intonacate. Il costo di quest’azione è di 175 mila euro, 150 mila finanziati dal progetto Interreg e 25 mila dal Comune». Al progetto Interreg partecipa, in qualità di partner, anche la Fondazione di Sviluppo Locale: «Ringrazio il Comune e il Politecnico. Questo importante progetto è legato anche a quello dei Distretti Culturali perché entrambi nascono si per valorizzare il nostro territorio, ma anche per creare nuove specializzazioni e una nuova visione sulla gestione del nostro patrimonio» spiega Sergio Schena, presidente della Fondazione di Sviluppo Locale.
All’avanzata attività di ricerca e alla formazione si sta dunque dedicando il Politecnico di Milano: nello specifico su Castel Masegra, oltre a un percorso formativo, sta effettuando rilievi e indagini diagnostiche. Lo scopo è quello di giungere a un piano di conservazione programmata, che possa guidare ed ottimizzare le prassi manutentive delle parti già restaurate e fornire le indicazioni necessarie per progettare il riuso delle zone non ancora utilizzabili.
«Gli studi, i rilievi e le analisi che il Politecnico sta effettuando si avvalgono delle tecniche più innovative del settore dei Beni Culturali, e confluiranno in un modello BIM per la gestione del progetto di conservazione dei manufatti storici del complesso. Pertanto si è già proceduto a realizzare un rilievo fotogrammetrico, laser scan, e mediante drone di tutti gli edifici e corti, per costituire l’”ossatura” del modello multidimensionale, interoperabile a cui si allacceranno tutte le altre informazioni ottenute dalle ricerche in corso» spiega Stefano Della Torre, professore del Politecnico e coordinatore del progetto.
«In particolare, le indagini diagnostiche eseguite a Castel Masegra sono state condotte con lo scopo di indagare la struttura muraria del castello, localizzare fenomeni di degrado in atto non visibili e verificare condizioni di sbilancio termo-igrometrico critiche per la conservazione delle superfici. Il piano diagnostico ha previsto: indagini termografiche, realizzate sia in modalità attiva che passiva, indagini gravimetriche, indagini psicrometriche, monitoraggio microclimatico mediante sonde fisse all’interno ed all’esterno dell’edificio (attualmente in corso e previsto per la durata di un anno)» spiega Elisabetta Rosina, Politecnico di Milano esperta di indagini diagnostiche. Oltre al professor Della Torre e alla professoressa Rosina partecipano al progetto, per la parte di rilievo e costruzione del modello 3D, anche i professori Raffaella Brumana, Luigi Barazzetti e Daniela Oreni. Il lavoro del Politecnico di Milano è stato quantificato per un importo di 260 mila euro, 130 finanziati dal Politecnico stesso e 130 dal progetto Interreg.
«Uno dei grandi valori aggiunti di questa avanzata ricerca e in generale di questo progetto è il continuo scambio di informazioni tra noi, il Politecnico e la vicina Svizzera: un passaggio molto virtuoso che sta lasciando positive sinergie nel territorio» spiega l’ing. Dario Foppoli, Fondazione di Sviluppo Locale.
«Grazie a queste ricerche stiamo portando avanti sul nostro territorio indagini molto avanzate sia a livello nazionale che internazionale: per questo voglio ringraziare i professori del Politecnico per la professionalità che stanno portando avanti. Grazie a questo lavoro avremo risultati e analisi capaci di darci un quadro certo sullo stato conservativo del Castello e indicarci la miglior strada da intraprendere per la valorizzazione futura» conclude Michele Iannotti.

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