Sabato 04 dicembre 2021

Pionieri di arditezze sociali, mostra storica a Sondrio e Tirano

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PIONIERI DI ARDITEZZE SOCIALI/COME ERAVAMO.
Riscoprire un secolo di trasformazioni sociali del territorio lombardo attraverso i documenti della Società Umanitaria
Mostra storico-documentaria
PALAZZO FOPPOLI di Tirano, 21 ottobre – 2 novembre 2014
Inaugurazione: Sala consigliare, 21 ottobre 2014, ore 17.30
ORARI: da martedì a domenica, ore 14.00-18.30
Mercoledì mattina apertura per le scuole (tel. 02-57968339)
Tra ottobre e novembre la mostra storico-documentaria “PIONIERI DI ARDITEZZE SOCIALI/COME ERAVAMO” fa tappa in Valtellina, prima a Tirano poi a Sondrio. Proprio a Tirano, infatti, fin dal 1911 la Società Umanitaria aveva istituito una propria Sezione distaccata, un Ufficio del Lavoro e dell’Emigrazione (di cui era direttore Bernardino Mazza, con sede a Palazzo Foppoli), che avrebbe portato avanti una meticolosa azione sociale a favore delle popolazioni locali (specialmente nel settore dell’emigrazione e dell’istruzione professionale), creando una rete capillare di sotto-sezioni e corrispondenti in tutta la valle e nella vicina Svizzera.
Insieme a documenti originali relativi all’azione in Valtellina (i primi contatti si ebbero fin dal 1902, quando l’Umanitaria sovvenzionò la Cattedra Ambulante di Agricoltura della Valtellina, chiamando a rappresentarla nel Consiglio Direttivo nientemeno che Luigi Credaro), la mostra presenta una piccola ma qualificante parte del patrimonio archivistico della Società Umanitaria (un archivio riconosciuto di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia), per raccontare la storia d’Italia attraverso alcune iniziative che questa benemerita istituzione milanese ha realizzato nel corso del ‘900 in difesa di donne, disoccupati, emigranti, contadini, profughi.
Iniziative e progetti concreti di cui anche il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat (durante la visita ufficiale del 25 ottobre 1965), ha voluto riconoscerne il valore: “Voglio ricordare che nei tempi in cui l’esercizio del diritto di voto era subordinato al saper leggere e scrivere fu qui all’Umanitaria che si costituirono le prime scuole serali e si venne modellando l’ideale dell’operaio evoluto e cosciente che da Milano si irradiò in tutta l’Italia: un esempio che nulla è riuscito a cancellare”.
L’idea della mostra è quella di tornare in quei territori in cui l’Umanitaria, fin dall’inizio del ‘900, lasciò il proprio segno, contribuendo ad elevare e migliorare la vita dei lavoratori, attraverso molteplici iniziative decentrate sviluppate in sinergia con numerose amministrazioni comunali e realtà territoriali (circoli operai, cooperative, federazioni di categoria): dalla creazione di uffici legali per poveri all’apertura di biblioteche popolari, dal sostegno del mondo cooperativo all’assistenza agli emigranti, fino alla formazione professionale, mettendo in pratica le finalità contenute nel proprio statuto, ovvero “aiutare i diseredati a rilevarsi da sé medesimi, procura doloro appoggio, lavoro, istruzione”.
E proprio questi tre ambiti di intervento – assistenza, istruzione, lavoro – si intersecano alla perfezione con la concezione di vita e di lavoro di Bernardino Mazza (per gli amici Dino) che, conoscendo da vicino le miserie e i drammi familiari della sua terra, avrebbe improntato tutta la sua opera a fianco dei più deboli, sulla strada del solidarismo, della solidarietà costruttiva, attraverso cui realizzare il diritto di ciascuno all’eguaglianza con l’altro, su un percorso di crescita civile che questo diritto consente di conquistare attraverso la dignità dell’istruzione e del lavoro.
Un po’ come rimarcava anche il deputato socialista Angiolo Cabrini (responsabile dell’Ufficio dell’Emigrazione dell’Umanitaria e relatore al I° Convegno degli Emigranti Valtellinesi, organizzato a Tirano il 12 gennaio 1913): “Chi compie il nobile e spesso doloroso ufficio d’esser a fianco della nostra forte gente che emigra sa quanto contribuisca a deprezzarne il valore, pur tanto prezioso, la rozza scorza onde è avvolta e quasi oppressa: l’ignoranza, le abitudine sordide, l’orrore dell’acqua e delle buone maniere. Occorre illuminare, educare, pulire, abituare a riflettere ed a volere – non solo ad urlare e bestemmiare”, occorre illuminare, educare, pulire, abituare a riflettere ed a volere – non solo ad urlare e bestemmiare”.
Parallelamente all’esposizione documentaria, insieme all’Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, l’Umanitaria organizza per gli studenti delle Scuole Superiori di Tirano e Sondrio una conferenza su “Piero Calamandrei e la Costituzione italiana”, facendo ascoltare agli studenti l’audio del famoso discorso “In difesa della Costituzione” che il giurista fiorentino pronunciò nel Salone degli Affreschi dell’Umanitaria il 26 gennaio del 1955. Il discorso di Calamandrei diventa una sorta di trait d’union ideale sui temi che contraddistinguono l’azione dell’Umanitaria nel corso della sua storia: l’impegno civile, le lotte per l’emancipazione, il diritto ad ottenere un equo lavoro, e qualsiasi tipo di apparato tendente a rimuovere gli impedimenti che fino suddividevano la società in cittadini di serie A e cittadini di serie B.
La conferenza sarà tenuta dal prof. Arturo Colombo, storico dell’Università di Pavia.
Infine, partendo dalla documentazione dell’Umanitaria, è previsto il coinvolgimento di alcuni istituti scolastici per promuovere una ricerca documentale nel territorio, svolta dagli studenti (coadiuvati dagli insegnanti, dal personale dell’Archivio storico della Società Umanitaria e da studiosi locali) negli archivi comunali o in altri fondi archivistici locali.
A tutti gli studenti coinvolti (conferenza e ricerca) verrà donato gratuitamente il volume “Una casa per gli emigranti. L’Umanitaria e i servizi per l’emigrazione”.
La mostra proseguirà a Sondrio, a Palazzo Pretorio, dal 6 al 30 novembre 2014, con inaugurazione nella sala consigliare il 6 novembre 2014, alle ore 17.30, alla presenza delle Autorità cittadine.
INFORMAZIONI Società Umanitaria – Archivio Storico
tel. 02 5796 831 umanitaria@umanitaria.it

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