Lunedì 29 novembre 2021

Il peso delle parole

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Quello che è successo il 14 dicembre al pronto soccorso di Sondrio lo conoscono solo i testimoni e gli accusati dell’episodio. I secondi non hanno, al momento, un nome e un cognome. Non ci sono prove ufficiali che confermano o smentiscono le accuse. Resta la tragedia umana. Capirla è impossibile. Commentarla dovrebbe essere troppo per chiunque e dovunque.
C’è un però. I termini associati al territorio in queste ore sono pietre per chi ci vive e opera: ricercando “razzismo” su Google in cima si trova la notizia sondriese. Potrebbe essere utile ricordarne il significato, chiedendosi se sia il termine da usare, aggiungendo quello delle due parole che, forse, in attesa di sviluppi, andrebbero associate ai fatti. La prima è un problema mondiale che arriva dalla “notte dei tempi”. Il deficit della seconda è un’emergenza dei tempi moderni. E riguardano tutti, non solo la piccola e, ai confini dell’impero, Valtellina. Concentrarsi su di esse e del perché pervadono mille aspetti e momenti delle nostre vite potrebbe essere più importante del cercare chi votano i valtellinesi e gli accusatori. L’unica cosa di cui in questo momento la famiglia colpita dal lutto non ha bisogno sono le strumentalizzazioni.
Razzismo. Concezione fondata sul presupposto che esistano razze umane biologicamente e storicamente superiori ad altre razze. È alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la ‘purezza’ e il predominio della ‘razza superiore’.
Ignoranza. L’ignorare determinate cose, per non essersene mai occupato o per non averne avuto notizia
Empatia. Capacità di porsi nella situazione di un’altra persona o, più esattamente, di comprendere immediatamente i processi psichici dell’altro.

  1. Federico Rispondi

    La Valtellina e’ la mia seconda casa. E quando leggi queste il dispiacere che succendo in casa tua e’ doppio.
    Pero’ e’ altrettanto chiaro a me che questo non e’ una problema dei valtellinesi e’ un problema tutto italiano. La vita mi ha portato a trascorrere lunghi periodi all’estero per lavoro e purtroppo mi ha fatto reallizzare che si in italia siamo (mi ci metto anch’io) siamo razzisti. Basta solo riconoscerlo e combatterlo.

  2. Attilia Luisa Parolo Rispondi

    Grazie Federico, vero, ma non tutti fortunatamente. Io sono dell’idea che siamo tutti uguali, perciò se facciamo del male DOBBIAMO PAGARE TUTTI…. senza giustificare la cultura, la razza ecc ecc. TUTTI DEVONO RISPETTARE LE LEGGI, LE REGOLE VALGONO PER TUTTI

  3. Francesco Rispondi

    A mio parere,si diventa razzista,quando uno straniero viene a casa mia e se ne frega delle mie leggi,delinque spudoratamente e si prende dei diritti che noi italiani ci sogniamo

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