Il ghiacciaio dei Forni perde 25 metri all’anno

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Fonte: Servizioglaciologicolombardo.it
In poco più di un secolo e mezzo il ghiacciaio dei Forni (Ortles/Cevedale) si è ritirato di 2,6 chilometri in conseguenza dell’aumento di circa 2 °C delle temperature sulle Alpi. I ghiacciai alpini sono l’evidenza visiva degli effetti che pochi gradi variazione della temperatura media producono grandi effetti sull’ambiente naturale e sugli ecosistemi terrestri. Gran parte di questo incremento è concentrato negli ultimi 30 anni in conseguenza dell’incremento massiccio delle emissioni di gas climalteranti dal secondo dopoguerra fino ad oggi.
Proprio negli ultimi 30 anni, in particolare dal 1987 in poi, il ritiro si è fatto via via più rapido con una forte contrazione della lingua valliva che, dal 2015, ha visto la separazione in 3 differenti lingue/flussi. Forni orientale (proveniente dal grande bacino di accumulo a valle del Monte Vioz), Forni centrale (dal bacino fra le Cime di Pejo e il M. San Matteo) e Forni occidentale (alimentato in gran parte dalla parete nord del M. San Matteo).
Per seguire l’evoluzione del ghiacciaio dei Forni con le immagini della time-lapse
Negli ultimi 17 anni il ritiro della fronte è proseguito mediamente a 25 m all’anno contro una media precedente di circa 15 m.
Le variazioni frontali sono lo specchio del tentativo del ghiacciaio di mettersi in equilibrio con il clima, un processo che richiede decenni soprattutto se il clima si modifica talmente rapidamente da non consentire al ghiacciaio di “raggiungerlo”.
Appare evidente come, con il clima degli ultimi 30 anni, il ghiacciaio sia ancora in forte disequilibrio, mentre con le condizioni di questo drammatico 2022, non esisterebbe probabilmente alcun equilibrio possibile, ovvero un ghiacciaio vero e proprio in Valle dei Forni non potrebbe proprio esistere.
In fase di analisi e comparazione storica occorre tenere conto di questo aspetto fondamentale, il ghiacciaio dei Forni, così come gran parte dei ghiacciai alpini sotto ai 3500 m, sono oggi in buona parte dei fantasmi, fossili climatici del passato, dei ghiaccioli tolti dal freezer in attesa che il caldo li trasformi, estate dopo estate, in acqua.
Fonte: Servizioglaciologicolombardo.it


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