Giovedì 09 dicembre 2021

Olimpiadi 2026, camminata di denuncia sperpero risorse

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“Non nel mio nome” è la camminata finalizzata a denunciare lo sperpero di risorse economico-ambientali che si sta verificando in occasione dei prossimi giochi olimpici invernali.
I promotori della manifestazione non condividono quella che definiscono la montagna “usa e getta”: da sfruttare finché garantisce un guadagno per poi essere abbandonata quando le mode cambiano, le tecnologie si rinnovano e le manifestazioni si concludono.
Se nel secondo dopoguerra quella sciistica è stata un’industria prospera, con i cambiamenti climatici rischia di sfiorire per sempre. Eppure si continua a sostenerla, spesso con ingenti finanziamenti pubblici.
Un punto sul quale non prendere esempio dal Tirolo
Ha senso costruire nuovi impianti? Quelli esistenti non sono già sufficienti a soddisfare le esigenze dei turisti e degli sportivi? E ha senso lasciare una cicatrice indelebile sul paesaggio in nome di manifestazioni sportive della durata di una manciata di settimane?
La camminata vuole anche rispondere negativamente a queste domande.
Il CAI Veneto ha deliberato l’adesione alla manifestazione “Non in mio nome” promossa da numerose associazioni ambientaliste per esprimere la contrarietà ai progetti di nuovi impianti per gli sport invernali da costruire in occasione delle Olimpiadi 2026 – Milano-Cortina. Domenica 24, il corteo partirà dal centro di Cortina d’Ampezzo e risalirà verso la vecchia pista da bob a Colfiere
Per chi fosse interessato all’iniziativa, il ritrovo è il 24 ottobre 2021 alle ore 10 in piazza Venezia, a Cortina.
Un’analisi critica dei nuovi grandi comprensori sciistici



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