Notte d’attesa per il Giro d’Italia su Gavia e Stelvio

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Notte d’attesa, quella che attende il Giro e tutti i girini. Notte che qualcuno trascorrerà guardando fuori dalla finestra, mentre altri prima dell’alba saranno già in macchina per raggiungere le cime di Gavia e Stelvio. Gli uomini di Mauro Vegni, ma anche i responsabili delle Prefetture, della Protezione Civile e dell’Anas dovranno arrivare presto lassù per far sapeere a valle “che aria tira”.
Alle 8.30 Mauro Vegni radunerà i suoi collaboratori, valuterà insieme alle autorità e poi dirà la parola definitiva sulla tappa più attesa del Giro, la Ponte di Legno-Val Martello.
«La nostra intenzione è quella di correre – ha detto Mauro Vegni -. È la tappa simbolo di questa edizione del Giro e noi e non solo stiamo facendo tutto il possibile per poter scalare Gavia e Stelvio. Oggi l’avremmo fatta, ma sappiano che in montagna le condizioni cambiano rapidamente».
Le previsioni non dicono nulla di buono. Neve sopra i 1.850 metri, con temperature che vanno dai -1° a -5°. Nel caso la neve rendesse impossibile il transito sui passi, l’organizzazione ha già pronto il piano B, con la scalata del Passo del Tonale a metri 1.883 e del passo del Castrin a metri 1.706 prima dell’arrivo sempre a Val Martello a metri 2.059.
Tappa ovviamente stravolta con due salite – Tonale e Castrin – che nulla hanno a che vedere con i mostri sacri. Ma attenti alla salita finale di Val Martello: è più dura di Oropa, è più dura di Montecampione e può far danni.
Pietro Illarietti

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