Sabato 04 dicembre 2021

L’orso M25 tra news spazzatura e idee valide

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Non passa giorno che non escano notizie, spesso incredibili, su M25, l’orso che gira da qualche tempo tra le Alpi italiane e svizzere.
La maggior parte di quelle nel web (ma non solo) locale cavalcano l’onda alla ricerca di contatti, ma senza far altro che (grazie ad un rigoroso e scientifico copia e incolla) gettare benzina sul fuoco alla ricerca del dibattito orso sì contro orso no.
Puntualmente la ricerca di visibilità tipica dei tempi moderni fa sì che si innalzino paladini dell’orso, dell’agricoltura (belli i tempi in cui almeno i contadini, o chi li rappresentava, centellinavano le parole) o della natura umana riempiendo l’etere, e la carta stampata, di commenti sopra, ma anche sotto, le righe.
Si arriva anche a scrivere che l’orso spaventerebbe i turisti, probabilmente i SUV in quota non sono più sicuri come una volta, o che tanto ci pensano gli svizzeri, che sulla caccia (come sul cioccolato del resto) non hanno da imparare da nessuno.
Massima solidarietà ai proprietari delle bestie uccise da M25, ma l’impressione è che ci si stia dimenticando che siamo una provincia interamente montana, come ci dicono migliaia di volte quando i politici piangono miseria perché i nostri vicini sono pieni di soldi che arrivano da Roma e noi no, tanto che sembra che non abbiamo nemmeno un ipermercato o un capannone sulla Statale.
Il mea culpa va fatto prima di tutto dai media locali, che scrivono decine di notizie da “incartare le uova” sulla questione, ma anche da tutti noi valtellinesi che se andiamo avanti così rischiamo di diventare davvero la periferia di Milano, ma nelle strategie, non nel territorio.
Ci piace però segnalare un’osservazione, pubblicata da “La Provincia di Sondrio” in questo articolo, dove ad Aprica si ipotizza la possibilità che l’orso possa essere ospitato dall’Osservatorio eco-faunistico di Aprica.

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