Lavori sul Gavia nell’apice della stagione turistica

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Tante, troppe volte mi chiedo perché in questo paese non si riesca a far funzionare alcune cose (secondo me banali) in modo opportuno. Qualcuno è a conoscenza che il passo Gavia è chiuso? E non per qualche ora, per ben due settimane, dal lunedì al venerdì, da Sant’Apollonia al valico. Pare poi ne servano altre due (non ancora pianificate) per proseguire i lavori. Il Gavia non è certamente un passo dalla facile gestione per tanti motivi. La quota è elevata, i periodi di chiusura lunghi, la strada vecchia e malandata sente il peso degli inverni e dei tanti passaggi, non è certo più all’altezza dei nostri tempi, ma forse chissà, è anche quello il bello di questo leggendario passo, dove tutto è rimasto come durante la prima guerra mondiale, muretti a secco compresi. Per fare qualsiasi lavoro occorre chiudere tutto, con la sede stradale così stretta è impensabile lavorare altrimenti, la manutenzione è fondamentale e non più rimandabile, ma è fuori dubbio che qualcosa non va.
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Chiudere un passo turisticamente importante come questo a metà giugno è un danno per le nostre località, lo si vede chiaramente. Si stanno rifacendo muretti e si asfalterà nel tratto dei tornanti nel bosco sopra Sant’Apollonia. Siamo a quote comprese tra i 1.700 ed i 2.000 metri. Perché Anas non ha provveduto ad appaltare i lavori per svolgerli tra aprile e maggio?
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A quelle quote si poteva tranquillamente lavorare anche in quel periodo (quest’anno poi), così come tra settembre e ottobre. Perché farlo a giugno e luglio, proprio nell’apice della stagione turistica? Se proprio non ci sono alternative Anas dovrebbe comprendere che, anche se è un’ente statale che sta sopra ogni altro ente comunale e provinciale (quindi con pieni poteri decisionali), in tema di passi alpini sarebbe importante aprire un confronto serio con comuni interessati, pro loco e strutture ricettive che verrebbero penalizzate, mesi prima di aprire gli appalti, in modo da sentire le necessità e stilare date tali da compromettere il meno possibile le valli. In questo modo anche le strutture ricettive possono prendere decisioni diverse, come aprire più tardi, come avere meno personale in quel periodo, gli argomenti sono tanti.
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Ora sul Gavia c’è una bella transenna con ordinanza Anas recapitata a tutti tra Ponte di Legno e Valfurva, con scritto che la strada è chiusa, punto. Nessun cartello a Bormio, il Comune di Valfurva ha scritto in italiano sui suoi pannelli luminosi che il passo è chiuso verso Brescia. Salendo in bici che era ormai sera ho fermato almeno 10 moto e 4 macchine con targa straniera, l’ultima stasera alle 21, con a bordo due ragazze belghe, che non sapevano più come ringraziarmi per averle avvisate.
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C’è veramente da chiedersi come sia possibile tutto questo, con lavori fondamentali che sicuramente sono pianificati da tempo, ma di cui si hanno notizie frammentarie, in ritardo e senza una pianificazione adeguata come dicevo prima, dove enti statali come Anas dovrebbero avere in mano le redini della situazione, informando in modo consono automobilisti e motociclisti che si sa che prendono d’assalto mostri sacri come il Gavia, ben prima che inizino a salire, ed invece è un semplice cittadino che deve fare il loro lavoro, mettendosi in mezzo alla strada per fermare gli ignari passanti, facendo risparmiare tempo, benzina e inquinamento, che di questi tempi non è certo un male.
Marco Trezzi


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