L’alternativa al gas in montagna contro il caro bollette

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Da gennaio milioni di italiani si stanno ritrovando la bolletta del gas e dell’energia elettrica in aumento.
Secondo la Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili, gestori di impianti di teleriscaldamento alimentati a biomassa vergine, ai clienti allacciati alle reti stesse il prezzo del calore per il prossimo inverno rimarrà pressoché stabile o, in alcuni limitati casi, con un leggero aumento non superiore al 3%.
Perché quindi ostinarsi a tutti i costi all’impiego del gas quando, almeno nelle zone montane (ancora oltre 450 Comuni non metanizzati), vi sono alternative rinnovabili più economiche e volte veramente alla transizione energetica? Meglio promuovere le fonti rinnovabili presenti sul nostro territorio, quali le biomasse legnose derivanti dalla gestione sostenibile dei nostri boschi con notevoli ricadute ambientali, occupazionali, economiche e sociali sui territori stessi.
Bruxelles propone di incrementare la quota di rinnovabile nella definizione di teleriscaldamento efficiente dal 50 all’80%, ma l’Italia continua sulla strada del gas.
Un’alternativa al gas, contro il caro bollette c’è, almeno in montagna. I boschi sotto i nostri occhi da decenni abbandonati, fonte rinnovabile a kilometro zero.
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