Martedì 18 gennaio 2022

L’alternativa al gas in montagna contro il caro bollette

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Dal 1° gennaio milioni di italiani si ritroveranno la bolletta del gas e dell’energia elettrica in aumento rispettivamente.
Secondo la Federazione Italiana Produttori di Energia da fonti Rinnovabili, gestori di impianti di teleriscaldamento alimentati a biomassa vergine, ai clienti allacciati alle reti stesse il prezzo del calore per il prossimo inverno rimarrà pressoché stabile o, in alcuni limitati casi, con un leggero aumento non superiore al 3%.
Perché quindi ostinarsi a tutti i costi all’impiego del gas quando, almeno nelle zone montane (ancora oltre 450 Comuni non metanizzati), vi sono alternative rinnovabili più economiche e volte veramente alla transizione energetica? Perché prevedere nuovi piani di metanizzazione senza analisi costi-benefici come previsto dal Decreto Rilancio, anziché promuovere le fonti rinnovabili presenti sul nostro territorio, quali le biomasse legnose derivanti dalla gestione sostenibile dei nostri boschi con notevoli ricadute ambientali, occupazionali, economiche e sociali sui territori stessi?
Nel PNRR sono stati allocati 200 milioni di euro nel 2022 per il teleriscaldamento efficiente, che comprende anche la cogenerazione ad alto rendimento alimentata a gas metano. Mentre Bruxelles propone di incrementare la quota di rinnovabile nella definizione di teleriscaldamento efficiente dal 50 all’80%, l’Italia temporeggia e continua sulla strada del gas.
Un’alternativa al gas, contro il caro bollette c’è, almeno in montagna. I boschi sotto i nostri occhi da decenni abbandonati, fonte rinnovabile a kilometro zero.

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