Dicembre 2, 2022 06:27

La sanità svizzera si propone ai valchiavennaschi

contributi qualità paesaggio Nelle zone di confine stanno succedendo delle cose che fino a qualche anno fa erano impensabili. Basti pensare agli svizzeri che vengono, da mesi, in Italia (non solo a Livigno) per fare il pieno di carburante. O ai cambiamenti derivanti dalla sostanziale parità tra Franco svizzero ed Euro.
Ma quello che è avvenuto in Valchiavenna ha, in un certo senso, del clamoroso. Con lo slogan “una sanità veloce ed efficiente a pochi passi dal confine” il Centro Sanitario Bregaglia ha promosso la trasferta sanitaria rossocrociata con un volantino promozionale recapitato nelle cassette postali di 23mila valchiavennaschi. Invitandoli, in sostanza, a provare l’alternativa alla sanità lombarda.
Come se non bastasse il Centro ha partecipato, con uno stand, alla Sagra dei Crotti di Chiavenna al fine di promuovere i propri servizi.
Senza entrare nel merito delle decisioni aziendali il mercato, di solito, si adatta e arriva prima delle decisioni della politica e delle istituzioni. Idem per la società civile nella quale sono praticate usanze e consuetudini che non sono normate dallo Stato, ma accettate da anni, soprattutto nei diritti civili.
E se per un italiano fare la spesa in Svizzera è ancora proibitivo il fatto che una struttura che offre assistenza sanitaria nel Canton dei Grigioni, dove si deve garantire cure mediche ambulatoriali e stazionarie di base anche nelle regioni più distanti (il Centro Sanitario Bregaglia serve una popolazione di 1.500 abitanti), si proponga in provincia di Sondrio è il segnale che esiste spazio in tal senso, soprattutto per la tempistica ed attesa dei trattamenti richiesti dai cittadini.
Per dovere di cronaca le cure mediche svolte in Bregaglia difficilmente possono essere detratte dalla tasse in Italia, anzi tendiamo a escluderlo. Inoltre molte prestazioni sanitarie presenti nelle strutture valtellinesi non sono disponibili a Promontogno, mentre altre (non poche) hanno prezzi più alti e a volte doppi rispetto a quelle lombarde.

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