Giovedì 09 dicembre 2021

La leggenda del Lago della Manzina

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Sul Lago della Manzina esiste una leggenda. In Valfurva si dice che il suo fondale nasconda una delle porte dell’Inferno, protetta da un mostro a tre teste in grado di incantare ed attirare chiunque col suo sguardo. Una mucca ed un pastore pare siano spariti proprio nel lago secoli fa. Nei tempi antichi infatti questa zona era ritenuta tra le più pericolose di Valfurva, tanto che i pastori non si avvicinavano con il bestiame. Addirittura il parroco di Valfurva dichiarava che quel mostro fosse il Diavolo in persona. Questo spiega perché le acque del lago spesso “bollono” sprigionando forte odore di zolfo, percepibile fino a Pradaccio.

Leggende certamente, ma che hanno una spiegazione scientifica in realtà, almeno con il lago ghiacciato. L’acqua può bollire anche a meno di 100°, anche a temperatura ambiente, basta creare delle condizioni fisiche tali da permetterlo. Il ghiaccio che ricopre il lago funge da coperchio, da tappo di un grande recipiente, ed è probabile che tra lo strato di ghiaccio e l’acqua si crei un piccolo spazio “vuoto”. Di principio senza aria ed abbassando la pressione l’acqua è in grado di bollire anche a temperature più basse. Il principio potrebbe essere questo, la pressione sotto il ghiaccio è più bassa di quella atmosferica, piccole quantità di acqua riescono ad andare in ebollizione, il principio di Archimede fa il resto, facendo salire le bolle create che trovano sfogo in qualche piccola spaccatura nella superficie, creando dei suoni.
Marco Trezzi
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