Dicembre 2, 2022 06:09

Ora esiste il benzinaio più economico a Livigno


A Livigno sono presenti 12 distributori di carburante. In pratica, secondo gli ultimi dati, uno ogni 570 abitanti.

Del resto in Italia benzina e diesel per autotrazione e riscaldamento sono tra i più cari d’Europa. Va da sé che il livello dei costi che si “sopportano” nel Piccolo Tibet rispetto al resto del paese fanno sì che non manchi, mai, la domanda per il rifornimento da parte di chi vi transita o vi passa le vacanze. Di questi tempi poi, con la soglia psicologica dei 2 € al litro varcata spesso anche in provincia di Sondrio, ancora di più.

Pensate anche solo agli autobus che arrivano in paese e quanto risparmiano sul pieno per il ritorno. Stesso discorso anche per tutti coloro che possiedono un veicolo con serbatoio capiente.

Abbiamo già ampiamente raccontato come si spiega il prezzo della benzina a Livigno, le regole da tenere presente per utilizzare la tanica e quanto incassa il Comune da ogni litro che acquistiamo al benzinaio.

Quello che è cambiato dopo anni che tutti potevano constatare dopo essere stati nel Piccolo Tibet, è che ora esiste anche a Livigno un benzinaio più economico degli altri.

Prima dell’intervento dell’Antitrust nel mese di aprile, infatti, lo stesso prezzo si trovava uguale in ogni distributore dislocato nel paese. Mentre ora, a turno, perché dopo mesi di controlli incrociati è ormai una realtà consolidata e i dati sono sufficienti per affermarlo, i prezzi tra le diverse pompe di benzina sono quasi del tutto diverse.

Bisogna però anche dire che, al di là della gogna mediatica suscitata dal provvedimento dell’Autorità per la concorrenza, non è che il mercato su margini ridotti come quelli dei carburanti senza accise abbia prodotto chissà quali risparmi o vantaggi ai consumatori.

Si parla di 1 centesimo, a volte 2, di euro come forchetta di differenza. Forse sbagliamo, ma non crediamo che in molti si stanno prendendo la briga di sbattersi più di tanto per scovare il distributore più conveniente (in un luogo dove sono tutti già ampiamente convenienti), quando quel centesimo li bruci facendo un pezzo di strada in più all’interno del Piccolo Tibet. Magari nel traffico del weekend.

Anche se ovviamente i prodotti erogati fanno capo a diversi produttori e qualità/proprietà.
Ma il dubbio (e il rischio) che la montagna (l’Antitrust) abbia sortito il topolino è possibile, oltre che probabile.

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