Mercoledì 08 dicembre 2021

Il 30 giugno fine del blocco licenziamenti: chi rischia il posto

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Il 30 giugno 2021 cessa il blocco dei licenziamenti (per giustificato motivo oggettivo e collettivi) deciso dal Governo per contrastare l’emergenza Covid. A meno di improbabili proroghe diventa possibile quindi dal 1° luglio per le aziende di qualsiasi dimensione ricorrere a licenziamenti collettivi, individuali o plurimi per giustificato motivo oggettivo.
Cosa si intende per giustificato motivo oggettivo? Sono i casi nei quali l’interruzione del rapporto viene deciso per volontà dei datori di lavoro a causa di ragioni inerenti l’attività produttiva, il suo regolare funzionamento e l’organizzazione del lavoro.
A titolo esemplificativo si possono citare: crisi economica conseguente al calo di fatturato, riduzione stanziamenti pubblici, soppressione delle mansioni o dei reparti cui è addetto il lavoratore, anche in seguito ad una ridistribuzione delle funzioni.
Perché il licenziamento sia legittimo devono essere rispettati alcuni limiti imposti dalla normativa. In particolare l’azienda, prima di ricorrere al licenziamento, verifica l’impossibilità di adibire il lavoratore ad altre mansioni. Non solo. Il riassetto organizzativo deve essere effettivo e non pretestuoso al solo fine di interrompere il rapporto di lavoro e deve sussistere un un rapporto di causa effetto tra la riorganizzazione aziendale e il licenziamento del dipendente.
Le imprese con oltre 15 dipendenti che da luglio 2021 vorranno effettuare minimo 5 licenziamenti nell’arco di 120 giorni, in un’unica o più unità produttive nell’ambito della stessa provincia, dovranno avviare la procedura di licenziamento collettivo.
Non corrono il rischio di essere licenziati per giustificato motivo oggettivo, fino al 31 ottobre 2021, i dipendenti delle aziende che sospendono o riducono l’attività per eventi riconducibili all’emergenza Covid-19, accedendo agli ammortizzatori sociali previsti dal Decreto Sostegni: cassa integrazione salariale operai agricoli, cassa integrazione guadagni in deroga, assegno ordinario erogato dal Fondo di integrazione salariale.
Ovviamente si tratta di un momento di vitale importanza e destinato ad avere un impatto sulla vita di tanti lavoratori, per cui queste poche righe servono solo a dare un quadro d’insieme del provvedimento.
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