Ottobre 2, 2022 07:51

I Cantoni alpini svizzeri chiedono gestione e regolazione dei lupi

La popolazione di lupi nelle Alpi svizzere dev’essere regolata attivamente analogamente alla popolazione di stambecchi. Per proteggere le greggi sulle Alpi è necessario che si definiscano criteri chiari e che la Confederazione incrementi le proprie prestazioni di sostegno. Sono queste le conclusioni a cui è giunta la Conferenza dei governi dei Cantoni alpini alla luce di due nuovi studi. L’obiettivo di tutte le misure dev’essere una convivenza sostenibile tra lupo, essere umano e animali da reddito nelle regioni di montagna.

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Il numero di lupi in Svizzera sta crescendo in misura esponenziale, tanto da essere raddoppiato negli ultimi tre anni. Nei Cantoni alpini Vallese, Uri, Ticino, Glarona e Grigioni, quest’anno i lupi hanno già predato circa un migliaio di ovini e bovini. La Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA) vuole che si creino condizioni quadro per il ritorno del lupo che garantiscano una convivenza sostenibile tra lupo, essere umano e animali da reddito nelle regioni di montagna. Fondamentali in tal senso sono una protezione efficace delle greggi e una gestione attiva delle popolazioni di lupi. I metodi e le misure utili a tale scopo sono stati descritti in due studi a cura della società di consulenza in economia alpestre Büro Alpe e dell’Institut für Wildbiologie und Jagdwirtschaft (IWJ) dell’Università delle risorse naturali e scienze della vita applicate di Vienna (BOKU).

Sulla base dello studio dell’IWJ la CGCA propone di monitorare e gestire attivamente il numero di lupi o di branchi analogamente a quanto già sta avvenendo con successo per lo stambecco. Fondamentali per una gestione sostenibile del lupo sono un censimento sistematico delle popolazioni presenti in Svizzera e le analisi sulle possibili evoluzioni demografiche realizzate in base a tali dati. Su queste basi la Confederazione deve quindi emanare dei piani di abbattimento per ogni Cantone, che consentano di ridurre i conflitti con l’uomo e le sue greggi e di mantenere il numero di lupi in un ordine di grandezza tale da garantire la sopravvivenza della specie e che sia accettabile per la popolazione della regione interessata. Considerato il fatto che un monitoraggio e una gestione sistematici della popolazione di lupi presuppongono un notevole impegno finanziario da parte dei Cantoni, la Confederazione deve aumentare il proprio sostegno nei confronti di questi ultimi.

Da precedenti studi del 20161 è emerso che per garantire la sopravvivenza della specie nelle alpi la popolazione di lupi in Svizzera deve essere di almeno 17 branchi. Dato che questi studi si basano su dati non aggiornati, per il momento la CGCA considera questo numero unicamente come valore di riferimento. Fino a quando non saranno disponibili studi scientifici più aggiornati, questo numero non deve essere aumentato.

Una protezione sostenibile delle greggi nelle aziende alpestri necessita di direttive chiare in merito a quali aree e pascoli alpestri possano essere protetti a fronte di un impegno ragionevole, scrive il Büro Alpe nel suo studio. La protezione delle greggi dai branchi di lupi è costosa in termini di risorse umane e finanziarie e richiede un elevato impegno da parte del personale alpestre. I programmi di protezione futuri dovranno tenere conto delle differenze tra le singole aziende alpestri, le condizioni quadro per il personale alpestre devono essere migliorate e i costi per la protezione delle greggi devono essere considerati all’interno di un sistema di contribuzione ampliato. La protezione delle mandrie è una voce di costo ingente per le aziende e i Cantoni, per cui la Confederazione deve incrementare le proprie prestazioni di sostegno anche in tale ambito, che tuttavia non devono essere integrate nel preventivo agricolo.

La Conferenza dei governi dei Cantoni alpini sollecita la Confederazione ad attuare le raccomandazioni formulate sulla base dei due studi aggiornati, facendo tesoro e tenendo conto delle esperienze maturate nei Cantoni alpini. Questi ultimi sono particolarmente colpiti dal reinsediamento del lupo. Delle loro esperienze si deve pertanto tenere debitamente conto nell’ambito revisione della legge sulla caccia. Solo con un’interazione tra protezione delle greggi e gestione del lupo, l’agricoltura di montagna e l’economia alpestre avranno la possibilità di adattarsi con successo alla nuova situazione.

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