Venerdì 03 dicembre 2021

Escursione a S. Stefano laghetti e anticima

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Diga del lago di Santo Stefano Escursione effettuata il 21 settembre 2013. Per inaugurare la stagione autunnale, con Giulio si organizza un tour prendendo spunto da un articolo sulla mia rivista preferita (Le montagne Divertenti); ai laghetti di S. Stefano.
Secondo la leggenda S. Stefano transitò da queste parti prima di passare sulla bergamasca; tutta questa vallata, laterale della val d’Arigna è a lui dedicata.
Si parte dai Briotti (30 min da Sondrio – direzione Bormio, quindi deviazione verso Sazzo e salita passando per diverse contrade sino ai 1000 mt della frazione).
Partenza dalla piazzetta centrale di Briotti (con fontana coperta), passaggio fra le case del paese per poi prendere un sentiero che inizialmente per i prati, sale verso le contrade alte; prati di Torre e quindi verso baite Bernè, quando poi si prende un sentierino sulla dx.
Diciamo che per essere nel cuore del parco delle Orobie, la segnaletica è veramente penosa, spesso lasciata a targhe di legno quasi illeggibili .
Dopo un’ora e mezza di buon passo arriviamo ai 1800 mt alla base della diga di S. Stefano affiancata dalla chiesetta (ricostruita in quanto la chiesa originale era sita in mezzo al lago. Passiamo per l’alpe S. Stefano dove incontriamo il custode della diga che ci fornisce alcune dritte sul percorso da tenere. Saliamo sulla dx dove troviamo delle indicazioni. Per un lungo traverso passiamo il lago di Mezzo (altra diga) e giungiamo al lago di Sopra dove perdiamo il sentiero. La mappa dice di passare sulla sx e di salire verso la bocchetta che vediamo sopra le nostre teste, ma di sentieri non ne vediamo…..
Canniamo strada, tratti in inganno da un traverso sopra il lago; lo raggiungiamo con fatica salendo dritti su un terreno fatto di pietraie ed erba cera.
Quindi facciamo un incontro “spiacevole” che ci consiglia di ritornare sui nostri passi la discesa è lentissima: oltre che per l’oggettiva criticità del terreno si aggiunge l’attenzione a dove si mettono i piedi per non aver altri incontri….
Praticamente fra salita e discesa perdiamo quasi un’ora e mezza….. poi troviamo il sentiero che per tornanti veramente duri ci porta alla bocchetta di S. Stefano dove giungiamo veramente provati.
Pranzo al sacco poi decidiamo di salire sino ad un dosso (che definiremo – con molta fantasia – anticima) della punta di S. Stefano a 2500 mt (oltre per le nostre limitate capacità alpinistiche è impossibile proseguire).
Qui la vista è semplicemente eccezionale (mai visto nulla di simile). Si spazia dal Monte Rosa a cime sconosciute del Trentino.
Dopo abbondanti foto inizia la lunga discesa…. anche per via di un fastidioso dolorino al ginocchio che ci obbliga a scendere lentamente.
Esclussione di oltre 18 km e 1500 mt di dislivello positivo.
Voto (molto soggettivo): fatica 9 e mezzo (9 salita, 10 discesa); bellezza dei luoghi 9 e mezzo, vista 10 (merito anche della splendida giornata).
A cura di Claudio Bormolini

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