Gli elettrodomestici che consumano di più e di meno


Per cercare di ridurre le bollette una delle prime cose che tutti stanno facendo è cercare di limitare l’uso degli elettrodomestici che consumano più energia.
Ma ne utilizziamo talmente tanti ormai nel quotidiano che non sempre conosciamo le giuste informazioni riguardo sprechi, efficienza energetica e consumo energetico residenziale.
A tal riguardo non mancano online report di diversi servizi di analisi che hanno messo a confronto gli apparecchi e stilato delle classifiche in base al consumo. E non mancano le sorprese.

In cima alla lista dei mangia energia le stufette elettriche che consumano 2 kilowattora, seguite da phon e bollitore con 1,6 kilowattora. Subito arriva la friggitrice ad aria con 1,5 kilowattora.
Nonostante quello che si pensi arrivano non prima del settimo posto, di questa classifica dei dispositivi elettronici, i ferri da stiro. Seguiti all’ottava posizione dai forni elettrici e dagli aspirapolvere al nono.
Solo decimo posto per i condizionatori, che se da un lato vengono usati a lungo nell’arco delle giornate calde, in realtà non consumano così tanto come si pensa generalmente, dato che mangiano solo 0,7 kilowattora (0,30-0,35 € all’ora).

Fuori dai dieci peggiori apparecchi elettrici per il loro apporto in bolletta sono lavastoviglie e lavatrice, ma su questi elettrodomestici molto incide la classe energetica di appartenenza.
Un modo per risparmiare è senza dubbio acquistare nuovi elettrodomestici a ridotto consumo energetico, per i forni classe non inferiore alla classe A, per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie alla classe E, per frigoriferi e congelatori alla classe F.

Approfittando del bonus mobili (detrazione Irpef) per interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione (mobili e grandi elettrodomestici).
Lo sconto fiscale si calcola su un massimo di 10mila euro per il 2022 e 5mila euro per il 2023 e il 2024, comprensivo delle spese di trasporto e montaggio, ripartito in dieci quote annuali di pari importo e riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva di pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.

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