Mercoledì 19 gennaio 2022

La foto che mostra dove sta crollando il Rifugio Casati

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Ha destato clamore e commenti spesso a sproposito la notizia della demolizione e ricostruzione del Rifugio Casati, costruito nel 1923, che sta crollando per il caldo, causato dallo scioglimento del ghiaccio nei detriti su cui è stato costruito. Grazie ad un lettore iscritto su WhatsApp possiamo mostrarvi la prova provata che toglie ogni dubbio riguardo alla necessità di intervenire. Nella foto che pubblichiamo, infatti, risalente allo scorso agosto, si vede chiaramente l’inclinazione del piano della terrazza.
La storia del Rifugio Casati: dalle origini alla ricostruzione
La notizia del 25 novembre
La Capanna Gianni Casati, con i suoi 3269 metri, è uno dei rifugi più alti delle Alpi, costruito dal CAI Milano nel 1923. È notizia di pochi giorni fa (anche se in realtà ormai sono un paio di anni che se ne parla) quella della sua demolizione e ricostruzione in chiave moderna, con il supporto economico di Regione Lombardia che metterà 3 milioni e 600 mila euro. Il rifugio sta scivolando verso il sottostante ghiacciaio, solo quest’anno pare sia sceso 20 cm, le crepe sui muri e la terrazza visibilmente inclinata lo certificano, così è certificato che il cambiamento climatico sta mettendo a rischio queste strutture, soprattutto se poste su strati di permafrost vicino ai ghiacci.
Il nuovo rifugio sarà costruito poco più in alto, dove sorge la più piccola Capanna Guasti, intorno ai 3285 metri di quota, proprio sul confine tra Valfurva e Val Martello. I lavori se tutto va bene dovrebbero iniziare nell’estate 2023.
Marco Trezzi
Sta crollando per il caldo: verrà demolito e ricostruito il Rifugio Casati

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