Venerdì 03 dicembre 2021

Dall’UE seri dubbi e pareri negativi su progetti come il Piano Gasser

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“Ci rivolgeremo all’Europa”. Così dissero gli esponenti di Regione Lombardia nella riunione di un paio di settimane fa a Bormio, per proseguire il complicato processo del progetto di collegamento della stazioni sciistiche dell’Alta Valtellina. In particolare la priorità ad oggi sembra quello da Santa Caterina Valfurva a Bormio.
Con buone probabilità il Piano Gasser rimarrà fantascienza alpina, visto che è di ieri la notizia che proprio l’Europa, in risposta ad un’interrogazione per la realizzazione del contestato collegamento tra Monterosa/Ayas e Cervinia (il Vallone delle Cime Bianche), ha risposto negativamente, esprimendo seri dubbi sulla funivia e sul collegamento in generale.
Il Vallone delle Cime Bianche, come la gran parte del territorio dell’Alta Valtellina, fa parte di aree di interesse tra le quali spicca “Natura 2000”.
La Commissione Europea ha ricordato l’importanza della tutela della natura ed ha ammesso di non poter confermare la legittimità dell’opera, gettando un primo dubbio sulla sua attuazione. L’esecutivo europeo ha continuato la sua risposta dichiarando che ogni opera suscettibile di arrecare danno ad un area Natura 2000 deve ricevere una valutazione di incidenza ai sensi della direttiva Habitat (92/43/CEE) e ha concluso mettendo nero su bianco che, se c’è un decreto che vieta la costruzione di nuovi impianti in aree Natura 2000 (in questo caso, il decreto ministeriale del 17 ottobre 2007), allora le autorità giudiziarie nazionali devono intervenire e far applicare tale disposizione.
Natura 2000, aree SIC, Parco Nazionale dello Stelvio. In Alta Valtellina esistono una serie di aree tutelate con mille vincoli a livello nazionale ed europeo che non possono essere sorpassate dagli esecutivi.
Queste criticità sono riportate nel Piano Gasser. Proprio la Comunità Montana, si legge nei verbali, pare più improntata ad un collegamento tra Bormio e Santa Caterina Valfurva sul fondovalle, anche alla luce del fatto che un collegamento in quota risulterebbe costoso, poco fruibile e impattante in piena area di Parco Nazionale. Non riuscendo ad ottenere quindi le autorizzazioni per procedere.
La vera proposta è quella indicata dalla Comunità Montana qualche anno fa, in cui si parla di collegamenti ferroviari turistici, proprio come accade in Svizzera.
Marco Trezzi
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