Giovedì 09 dicembre 2021

Cicloturismo in Valtellina? Servono servizi, formazione e informazione

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Quattro passi nella quiete del sentiero Valtellina Prosegue il nostro approfondimento nel mondo bike, settore sul quale in Valtellina non mancano i segnali positivi, ma sul quale lo sforzo richiesto dal mercato richiede energie e competenze crescenti.
Abbiamo deciso di parlarne con Giuseppe Pozzi, presidente di Valtelbike, iniziativa da poco presentata al pubblico.
Pozzi è persona del “mestiere”, nel suo curriculum leggiamo guida e istruttore di MTB, accompagnatore sezionale CAI, da 30 anni amante e praticante degli sport amatoriali come windsurf, MTB, escursionismo e alpinismo durante l’estate, sci alpinistico in inverno. Vanta esperienze all’estero e in particolare in Nepal con ascese oltre i 6.000 metri di quota, ama visitare in camper e in bicicletta i paesi Europei.
Quali sono le tendenze del momento e dove sta andando il mondo mtb e bike con riferimento al turismo?
La quiete in autunno sul Sentiero Valtellina “La MTB, ma anche cicloturismo e cicloescursionismo tecnicamente avanzati e con diverse tipologie di linea per ogni tipo di attività che si voglia praticare, hanno raggiunto in questi ultimi anni un interesse rilevante nel settore turistico Italiano. Una realtà presente da anni nei paesi vicini come Austria e Svizzera, che scende da nord portando nuove idee e cambiamenti nella cultura per la ricezione turistica. In valle, grazie ad esperti del settore come Marzia Fioroni e a chi lavora in questo campo, anche le nostre strutture ricettive cominciano a capire come trasformare parte delle loro abituali accoglienze per il turismo in bicicletta. Siamo in una fase iniziale e lo si riscontra in varie situazioni. La prima, in assoluto, è la difficoltà nel far capire che ci deve essere la partecipazione di tutti nella trasformazione dei percorsi per biciclette, specialmente le ciclabili in centri abitati”.
Siamo pronti in Valtellina per questa nuova ed importante opportunità?
“Esiste una grande opportunità di confronto ad altre realtà. Abbiamo tutto ciò che serve per essere tra i migliori per offrire le bellezze del nostro territorio. Montagne, percorsi di mezza costa come la Via dei Terrazzamenti e un lungo tratto in fondovalle che segue a lunghi tratti il percorso del fiume Adda, per sbocciare nel Lago di Como. Dobbiamo solo impegnarci a sfruttare al meglio quello madre natura ci offre”.
Sentiero Valtellina Cosa manca e cosa invece è stato fatto che funziona in questo senso in provincia?
“Come presidente ValtelBike, ogni volta che parlo con i miei collaboratori, ricordo loro che per far funzionare il progetto che stiamo seguendo, parlo della conduzione dei vari gruppi turistici e del noleggio in Valtellina, la prima regola che dobbiamo seguire è ottenere la massima collaborazione tra le varie entità presenti sul territorio, dove ognuno possa offrire al meglio la sua professionalità, senza disperdere inutilmente le energie in altri campi. In Alta Valtellina ci sono stati grandi cambiamenti negli ultimi anni, ma la provincia di Sondrio non è solo Livigno o Bormio. Anzi, penso che per il mondo cicloturistico sia più predisposto il fondovalle, dobbiamo solo riuscire a dare i servizi che vengono offerti in altre realtà”.
Dove dobbiamo investire?
“Dobbiamo dare precedenza alla formazione delle varie componentistiche di ogni settore, dalle istituzioni dei paesi all’operatore sul campo. Il tutto coadiuvato da esperti del settore, in modo che a tutti arrivi lo stesso messaggio e si possa poi procedere in maniera adeguata. Sono convinto ad esempio che i prossimi corsi di formazione e informazione debbano essere aperti a tutti gli operatori sul campo: sindaci, operatori turistici e operatori che mantengono in efficienza i vari percorsi ciclistici. Solo da questo possono finalmente partire i lavori per una adeguata collaborazione su tutto il territorio. Noi di ValtelBike , dopo aver conseguito i brevetti come guide, abbiamo partecipato volentieri agli incontri organizzati dalle istituzioni locali ed è stato costruttivo ascoltare relatori e presenti in sala, per capire la realtà della nostra valle”.
Sono consapevoli operatori turistici ed addetti ai lavori dell’esigenza che nasce da questo nuovo turismo?
“Rispondo a questa domanda da operatore. Valtelbike è nata da persone che nel loro tempo libero hanno piacere di far conoscere la Valtellina e la sua ricchezza. Abbiamo capito che per proporci a turisti e valligiani dobbiamo organizzarci dando più servizi possibili. Infatti, oltre al nostro lavoro, il nuovo noleggio biciclette che abbiamo accettato di condurre è arricchito da queste nozioni e servizi che fino ad ora non c’è mai stato nel fondovalle. Il biker esperto solitamente si muove con le proprie gambe, mentre il turismo di massa ha bisogno di essere guidato, di avere quelle comodità e servizi che gli rendano il weekend riposante pur facendo tanti km in bicicletta”.
Pregi e difetti del turismo valtellinese?
“Il pregio della nostra valle è che potrebbe dare grandi opportunità di turismo in ogni suo angolo. Non ci mancano di sicuro gli spazzi da offrire e da riscoprire. Alpi Orobie e Retiche, fondovalle con il fiume Adda. Paesi con punti di interesse ancora nascosti da chi ci abita che aspettano di raccontare la propria storia. Il percorso tra Colico e Tirano, lungo una settantina di km potrebbe durare più giorni se ogni paese si attivasse a rivelare i propri segreti, a raccontare la storia di questa o quella piazza. Preparare le giuste ricezioni che ancora mancano, aree sosta camper e campeggi per ciclisti che vogliono vivere i loro viaggi staccandosi dalla solita comodità. Tutte cose che noi di ValtelBike ci siamo proposti di fare nell’offrire un contributo fornendo più notizie possibili agli enti interessati ed offrendo la nostra collaborazione per realizzare finalmente un vero turismo confortevole in bicicletta”.

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