Novembre 27, 2022 00:36

Cambiamento climatico, dalla Valmalenco il monito di Luca Mercalli

CAMBIAMENTO CLIMATICO, IL MONITO DI LUCA MERCALLI: DOPO IL 2030 IL PROCESSO SARÀ IRREVERSIBILE

La montagna come sentinella dei cambiamenti climatici, l’osservatorio dal quale intravedere il futuro che attende il nostro pianeta, in Amazzonia o nella barriera corallina: senza un freno alle emissioni, entro il 2100 la temperatura media sarà di cinque gradi più alta, e le conseguenze saranno catastrofiche, con due gradi di aumento avremo qualche possibilità. Alla due giorni organizzata in Valmalenco, mercoledì e giovedì scorsi, sul tema “Cambiamento climatico della montagna alpina e nuove visioni di turismo sostenibile”, nell’ambito del progetto Interreg “B-Ice & Heritage”, il presidente della Società meteorologica italiana Luca Mercalli ha prefigurato ciò che ci attende. ≪Serve un colossale sforzo nei prossimi sette o otto anni per invertire la tendenza, riducendo della metà le emissioni. La speranza c’è, ma bisogna fare in fretta: questi sono anni cruciali per cambiare la nostra sorte, dopo il 2030 il processo sarà irreversibile≫, ha detto, elencando i tre rischi globali più importanti secondo il World Economic Forum: cambiamenti climatici, eventi meteorologici estremi, perdita della biodiversità. Effetti ben visibili sui ghiacciai: in Italia sono 903 e negli ultimi sessant’anni si sono ridotti di circa il 30%, oggi occupano 368 metri quadrati. È stata la professoressa Guglielmina Diolaiuti, docente dell’Università degli Studi di Milano, a mostrare come l’acqua rilasciata dai ghiacciai sia cruciale per il sistema idrico regionale. Dall’Italia alla Lombardia e alla Valmalenco, che con la Valposchiavo condivide il ghiacciaio Fellaria-Palü, al centro di uno studio approfondito, finanziato dal progetto Interreg “B-Ice & Heritage”, condotto da Riccardo Scotti, responsabile scientifico del Servizio Glaciologico Lombardo. Dal 2007 al 2021, alle quote più basse, il ghiacciaio è regredito di 90 metri e si è formato un lago che prima non esisteva. Nello scenario attuale tutti i ghiacciai scompariranno entro la fine del secolo, ma restando entro i termini dell’accordo di Parigi potremo salvare l’altipiano di Fellaria, la “Piccola Antartide delle Alpi”, come viene definito. Gli effetti dei cambiamenti climatici sono anche più evidenti all’interno dei ghiacciai, nelle cavità che si formano: un mondo fatto di equilibri piccolissimi, come ha evidenziato Paola Tognini, del Gruppo Grotte Milano Cai-Sem, che ha studiato le grotte dello Scerscen, a Lanzada, per datare la formazione di tre cavità, scoperte negli anni Ottanta ai piedi del Bernina, a quasi 2700 metri di quota. Relazioni che hanno interessato il pubblico accorso al cinema Bernina di Chiesa in Valmalenco.

Ieri, il tempo incerto ha sconsigliato la programmata escursione all’Alpe Ventina con Luca Mercalli, che è stata sostituita da una passeggiata a Chiareggio seguita dalla visita al Museo Mineralogico, al Museo della Bagnada e infine alla miniera. Le nuove sale espositive interattive, inaugurate la primavera scorsa, realizzate con i fondi Interreg, hanno ampliato la fruibilità del museo consentendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella realtà della miniera e la conoscenza di un’attività economica che ha connotato la storia della Valmalenco attraverso le storie dei minatori. A guidare la comitiva, della quale faceva parte anche il presidente del Servizio glaciologico lombardo Giovanni Prandi, sono stati il sindaco di Lanzada Cristian Nana e il suo vice Serafino Bardea.

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