Batteria dell’auto scarica: come ripartire


In inverno è più frequente del solito che la batteria auto si scarichi ci possa lasciare a piedi, a volte per nostri errori (luci interne che restano accese, il più frequente), comunque la cosa che conta di più per un automobilista è come riuscire a rimettersi in moto.
Non dipende da marca o modello dell’auto, quasi sempre la fine vita della batteria dipenda dall’usura o dal mancato utilizzo per un periodo di tempo un po’ lungo.
Un stop che viene anticipata però da sintomi evidenti. A partire dalla difficoltà in accensione, una sopraggiunta debolezza notturna dei fari, oltre ovviamente alla spia della batteria. In questi casi si deve provvedere prima possibile alla verifica e quindi, se non basta la ricarica con un booster, sostituzione della batteria.
Ma quando la batteria muore all’improvviso ci sono solo due soluzioni per rimediare per rimettere in moto l’automobile senza avvalersi dell’elettrauto.

La prima e preferibile è collegare la batteria dell’auto in panne ad una con la batteria carica, preferibilmente con specifiche tecniche dell’impianto elettrico simili, utilizzando dei cavi di accensione per consentire il trasferimento della potenza che serve per far ripartire il motore.
Per farlo è fondamentale cercare di posizione le due auto per lasciare le due batterie più vicine possibile. Quindi si collega prima il cavo rosso al polo positivo dell’auto in soccorso e successivamente l’altro cavo al polo positivo di quella in panne. Poi si collega il cavo nero al polo negativo dell’auto in soccorso a quello dell’auto con la batteria scarica. A questo punto si mette in moto l’auto di soccorso tenendola costantemente sui 2mila giri al minuto. Si aspetta qualche minuto per provare ad accendere l’auto in panne lasciando, ovviamente, i cavi collegati.

Se l’auto riparte si possono scollegare i cavi in modo inverso al procedimento con cui sono stati collegati. Ma è fondamentale lasciare acceso il motore dell’auto che era in panne per minimo 10 minuti, per lasciare il tempo al veicolo di ricaricare la batteria. La batteria si può però ricaricare anche grazie a specifici powerbank, che si trovano facilmente in commercio, per i quali si deve controllare la corrispondenza alle specifiche della batteria montata sull’auto.

Come ultima possibilità, in assenza di alternative e ovviamente non per le auto con cambio automatico, resta l’accensione a spinta, spingendo l’auto fino ad una velocità sufficiente (intorno ai 20 km/h). Con questa tecnica si deve avere la chiave girata e il quadro strumenti attivo e tenendo il mezzo in folle oppure con marcia inserita (seconda o terza) e frizione schiacciata alla velocità richiesta si inserisce la seconda o terza marcia, rilasciando di colpo la frizione. Il motore con buone probabilità si dovrebbe riavviare, ma l’esito non è sicuro come utilizzare i cavi.
Se anche questo non funziona non resta che il soccorso stradale, sperando che sia compreso nella polizza d’assicurazione stipulata.

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