Novembre 27, 2022 00:48

Acqua nel carburante: cosa serve per il risarcimento danni


La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 5029/2022 ha posto l’attenzione sulle “regole” da seguire per ottenere il risarcimento del danno in uno dei casi più spinosi: quello di acqua mista a carburante (benzina o diesel) dopo avere fatto il rifornimento.

In questi casi, chi vuole ottenere giustizia dovrà dimostrare di avere effettuato il rifornimento, di avere riportato un guasto meccanico al veicolo emerso dopo il rifornimento, che il danno alla vettura sia causa unica e diretta della presenza di acqua nella benzina.

Si tratta di circostanze di non difficile dimostrazione ma che necessitano di taluni elementi essenziali quali la conservazione dello scontrino, la valutazione tecnica di un’officina circa il danno e la prova del nesso di causalità tra il rifornimento acquoso e il danno al motore.

Il caso di vendita di benzina impura costituisce un inadempimento contrattuale dal momento che viene venduto un bene di qualità inferiore rispetto a quanto promesso. Tale fatto legittima il danneggiato a richiedere il risarcimento di tutti i danni patiti dall’automobilista a chi vende e rifornisce il carburante, ma la richiesta dovrà rispettare i parametri dettati dalla sentenza della Corte di Cassazione.

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