Lunedì 29 novembre 2021

700 anni per il paese ai piedi dello Stelvio

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Trafoi (Trafui come lo chiamano i tirolesi), è un abitato molto piccolo, che sorge a 1.570 metri di quota nell’omonima, stretta ed angusta valle sotto il tetto del Tirolo, tra i più antichi di questa regione alpina. Nel 2005 ha compiuto 700 anni. Le prime carte dimostrano la sua esistenza già nel 1300, ma già nel 500 Dopo Cristo la zona era raggiunta da Druidi Celtici. Nel 1500 era abitata da tre famiglie: i Thoni, i Platzers e gli Ortler. Da questo paese è stata effettuata la prima salita all’Ortles nel 1805, ha una particolarità che si nota: all’epoca i suoi ghiacciai erano tra i più bassi delle Alpi, scendendo fin verso il paese ben sotto i 2000 metri. Notare la bellissima Trafoier Eiswand con la sua parete nord, la “gemma più ammirata di Trafoi” come veniva descritta da Payer, oggi irriconoscibili a causa dei cambiamenti climatici che hanno ridotto all’osso questi giganti di ghiaccio. Divenne famoso dopo il 1825 con la costruzione della strada dello Stelvio, Trafoi è anche il paese natale di uno dei campioni di sci alpino più grandi della storia: Gustav Thoni. Nato qui nella “Villa Thoni”, oggi ancora visibile lungo la strada dello Stelvio, ha poi costruito il suo Hotel Bellavista che tuttora gestisce con la famiglia. A Trafoi, nel 1951, il padre di Gustav Thoni, Georg, costruì il primo impianto di risalita della Val Venosta, qui è stata anche fondata la scuola italiana di sci più antica dell’Alto Adige tuttora in funzione. Da notare proprio sotto i ghiacciai, in fondo alla vallata, il santuario delle Tre Fontane, tra i più antichi del Tirolo, la leggenda narra che un pastore, nel 1229, vide sgorgare improvvisamente tre corsi d’acqua dalle rocce del Madaccio, ognuno portante tre croci, una la afferrò e la portò nella chiesa parrocchiale di Stelvio, ancora oggi vengono fatte due processioni all’anno con quella croce. All’interno del santuario c’è un quadro del 1693 che illustra la leggenda, secondo la quale le acque dei tre corsi d’acqua tutt’oggi visibili avrebbero poteri miracolosi.
Marco Trezzi
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